IN USCITA

DIE RASSE E DAS BIEST- LIBRATI-

Un paio di anni fa, Reginella, in un momento difficile della sua vita, mi domandò se non volessi scrivere le sue tristi e liete memorie . Forte dreceived_10202066825747687.jpegi un’amicizia di lunga data, mi parve scontato. Dopo qualche mese, la figlia di Antonio, all’oscuro della mia precedente intervista, tra l’altro incompleta, mi domandò se non fossi interessata all’argomento dell’internamento e gli orrori che i nazisti compirono in Acquasanta Terme. Sin da subito credetti che, in qualche modo, l’avesse appreso ma quando la donna negò, pensai di dover rifiutare. Tuttavia, mentre articolava sommariamente il racconto di vita di Antonio soldato, pensai che, dopotutto, l’uno poteva essere considerato una sorta di prosieguo dell’altro. Con fare scontato, pensai che dopo La Razza, ci potesse essere solo La Bestia; La Razza e La Bestia. Die Rasse e Das Biest. Accettai. A sera iniziai a rimuginare circa la singolare esperienza. Ci sono esimi studiosi e cultori del 900; in città ne abbiamo tanti. C’è un Istituto di Storia900; e chi più di loro? Pensai di essere solo un cultore di antiche civiltà che scrive saggi fantastici per ragazzi. Pensai che la storia del 900, in fondo, mi avesse sempre annoiato. Pensai agli autori inglesi della prima metà dell’800 quando affermarono che non è mai lo scrittore colui il quale cerca la scrittura; bensì il contrario. Beh! Questa volta, non ci aveva proprio colto; si era confusa parecchio. Poi, scattai sul divano e aprii il file del libro che stavo scrivendo da almeno otto mesi e lessi l’introduzione al testo già allegata al documento e , evidentemente, dimenticata. Ai ragazzi, in un breve passo, spiegavo quanto segue; ” La grande razzia è un testo rilevante in quanto, all’interno dell’edizione critica, pubblicata da Adelphi, cela la guida tra le complesse articolazioni dell’antico popolo in oggetto. Per certi versi, aiuta il giovane lettore ad abbattere i pregiudizi circa le civiltà nordiche.
received_10202066826707711.jpeg Il nazismo ci ha raccontato che le antiche civiltà erano fondate su ideologie; le antiche civiltà non conoscevano il concetto ideologico contemporaneo ma erano tutte fondate sull’idea mutabile. Ci ha raccontato che la croce celtica incarnava l’ideologia nazista; porre la croce celtica alla guida dei propri eserciti è stato come porvi un comunista. La croce celtica ha come fondamento la triplicità nordica che riconosce, nella propria radice, il concetto di essenza, esistenza e coscienza; la conoscenza e la libertà; il concetto universale dell’uomo libero. Ci hanno detto che la svastica era la loro matrice; la svastica è un simbolo religioso tipico delle religioni indù mentre appartiene, nella ruota cosmica, al lontano passato di tutte le civiltà del nostro pianeta. Nel 2008 il Gran Rabbinato di Israele sdogana la svastica dichiarano l’adozione impropria, da parte del nazismo, di quel simbolo religioso. Purtroppo, quella triste sorte che ha colpito le civiltà nordiche le ha da patire l’antica Roma. In verità dei circa cinque governi che oggi i ricercatori definiscono “di sinistra”, durante il periodo del fascismo non era dato sapere. Davanti ai propri eserciti il fascismo propose come segni di potere quella che, in verità, fu la segnaletica stradale di Roma e simboli che, posti davanti agli esercizi chiusi per via di condizioni igieniche non conformi alla legge, comunicava al cittadino analfabeta i motivi della chiusura. In buona sostanza, il fascismo pose davanti al proprio esercito i simboli del Nucleo Antisofisticazione di Roma antica; gli odierni NAS. Ma perché il nazismo e il fascismo strumentalizzarono Roma e i popoli nordici? Per mancanza di radici, per auto celebrarsi e auto consacrarsi. Fu così che scelsero le civiltà ad essi più vicine; se non concettualmente, almeno geograficamente. Tuttavia, aver distrutto le civiltà nordiche, non bastò al nazismo il quale, sulla scia dei popoli indoeuropei, (che di certo non rappresentarono la stirpe, ma le stirpi) arrivò sino alle culture orientali. Le ideologie del 900 viaggiarono in lungo e in largo finché non perirono prima di trovare le immaginarie radici.”
Ecco; stiamo percorrendo due strade parallele ma la direzione è la medesima. Antonio e Reginella vogliono insegnare ai ragazzi cosa sia il nazismo; mentre, nel mio piccolo, vorrei insegnare ai ragazzi ciò che non furono le civiltà nordiche e che, loro malgrado, devono continuare ad essere per colpa di cieche, vili e distruttive ideologie.

 

 

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NON E’ MAI LO SCRITTORE COLUI IL QUALE CERCA LA SCRITTURA

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                     SE NON E’ ZUPPA … E’ PAN BAGNATO

Da parecchi anni nel nostro Paese si  sta gradualmente delineando un nuovo genere letterario che, per necessità, in questa sezione tentiamo di definire «fantasaggio».  Sono opere sospese tra saggio storico e di ricerca e fantasy che  gli autori sono costretti a presentare come fantasy storico; sebbene, neanche l’aspetto fantasy, pare non rientrare più tra i rigidi canoni che il genere richiede. I testi in questione sono aderenti alla ricerca storica, archeologica, antropologica, archeolinguistica e via di seguito mentre, conditi con il fantastico, inducono il giovane lettore ad avvicinarsi con leggerezza alla ricerca;  difficile e complessa. Tuttavia le Case Editrici, molto interessate al genere in oggetto, offrono la nicchia della saggistica per cultori  rinunciando a inserire le opere nel  «RECINTO» del fantasy.

Fortunatamente … non tutte …